domenica 8 gennaio 2017

Scopriamo la celiachia

http://www.vitamaker.it


Tra le intolleranze alimentari, la più complessa è sicuramente la celiachia, cioè un'fiammazione cronica dell'intestino, alimentata dall'ingestione di glutine (la frazione proteica di alcuni cereali) in soggetti geneticamente predisposti.
In particolare, la porzione del glutine responsabile del morbo celiaco è la gliadina, una prolammina, cioè una sequenza aminoacidica ricca di prolina e glutammina. La reazione infiammatoria porta a una progressiva atrofia dei villi intestinali e conseguentemente a una sindrome da malassorbimento generale. Numerosi studi confermano che il morbo celiaco si associa frequentemente a specifici geni del sistema HLA, codificanti gli eterodimeri DQ2 e DQ8, tanto che i pazienti DQ2 e DQ8 negativi sono molto rari. L'ingestione della gliadina provoca un'attivazione dei linfociti T CD4+ presenti nella mucosa intestinale, i quali cominceranno a produrre diverse citochine, come l'interferone gamma, l'interleuchina 2, l'interleuchina 4 e il TNF alfa. Inoltre i linfociti B cominciano a produrre anticorpi antiendomisio, antigliadina e antitransglutaminasi tissutale. Questo stato infiammatorio porterà a un appiattimento della mucosa intestinale e all'atrofia dei villi.

Fatta questa introduzione scientifica, i sintomi possono essere divisi in :
 
Gastrointestinali: diarrea, distensione addominale data dall'azione fermentativa presente nell'intestino, crampi, dolore addominale, sindrome dell'intestino irritabile, intolleranza al lattosio e ulcere nella bocca. Inoltre, data la presenza di un'infiammazione continua nell'intestino, aumenta la probabilità di incorrere in un adenocarcinoma dell'intestino tenue e in un linfoma intestinale.
 
Correlati al malassorbimento troviamo: la condizione particolare del paziente celiaco, può portare a un malassorbimento intestinale di varie vitamine come le vitamine liposolubili (A, D, E, K), con conseguenze su molti processi fisiologici e metabolici. Ad esempio: possono essere alterati i processi di assorbimento dei carboidrati o dei grassi, con conseguente perdita di peso; può svilupparsi un'anemia megaloblastica data da carenza di vitamina B12; può crearsi una carenza di assorbimento della vitamina D e del calcio, che può portare a una condizione di osteopenia o, peggio ancora, di osteporosi. Raramente, la carenza di vitamina K può portare alcuni pazienti celiaci ad avere difficoltà nella coagulazione del sangue.
 
Altri sintomi: di rilievo, tra i sintomi extraintestinali, abbiamo la dermatite erpetiforme, statisticamente molto correlata con la malattia celiaca. Inoltre, il ritardo della crescita, ripetuti aborti spontanei, diabete mellito di tipo I, tiroidite autoimmune e cirrosi possono essere correlati alla celiachia.

Gli alimenti contenenti glutine:

Quando si è affetti da celiachia, bisogna fare molta attenzione a quali alimenti vengono consumati, perchè anche una quantità piccolissima è in grado di scatenare la reazione infiammatoria. Tra gli alimenti da evitare, ne ricordo i principali:

  avena

  spelta

  frumento

  farro

  orzo

  segale

  triticale

Oltre agli alimenti vietati, ne esistono molti altri da consumare con attenzione, perchè potrebbero contenere glutine per contaminazione accidentale. Per maggiori informazioni, è bene rivolgersi a uno specialista come un nutrizionista o un dietologo e consultare il prontuario degli alimenti per celiaci, presente sul sito ufficiale dell' Associazione italiana celiachia.

A cura del dott. Gino Felici - Biologo Nutrizionista - Consigliato da www.vitamaker.it
Per contatti - info@ginofelici.it



Nessun commento:

Posta un commento